La nostra storia

Storia Associazione San Marcellino Onlus, Genova
Storia Associazione San Marcellino Onlus, Genova
Storia Associazione San Marcellino Onlus, Genova

Dal 2000 ad oggi

L’Associazione continua a operare per promuovere, secondo i propri scopi istituzionali, la dignità e la partecipazione alla vita sociale dei cittadini che si sono trovati a vivere in situazioni di grave disagio e in particolare delle persone senza dimora.
Dal 2005 l’Associazione ha ottenuto la “Certificazione del servizio” regolamentata dalla norma UNI CEI EN 45011:1999 che stabilisce i requisiti generali relativi agli organismi che gestiscono sistemi di certificazione di prodotti-servizi. Tale certificazione concentra il suo interesse sulle azioni che producono i risultati oggetto della certificazione (nel caso della nostra Associazione “la promozione della dignità della persona”). Tutti i criteri di misurazione del servizio, definiti nella specifica tecnica, sono verificati da un ente indipendente e imparziale. Sulla base dell’osservazione dei bisogni effettuata dall’Associazione sul territorio che ha evidenziato un aumento delle donne tra la popolazione in grave disagio sociale, sono stati potenziati gli interventi nell’ambito dei servizi di alloggiamento proprio per le donne, aprendo posti di accoglienza femminili nella pronta dell’Archivolto e in seconda accoglienza del “Crocicchio”, in aggiunta a quelli già esistenti alla “Treccia”.
Sul fronte delle attività ricreative si è inteso sviluppare, a partire dall’osservazione delle esperienze compiute, un nuovo approccio all’animazione coinvolgendo direttamente i partecipanti nella programmazione delle attività. Tra i suoi effetti si registra l’apertura della “Nuova Svolta”, sullo stile del circolo ricreativo, aperto tutti i pomeriggi e all’interno della quale si sono sviluppati progressivamente laboratori artistico-espressivi (musica, arti figurative, poesia e scrittura) nei quali i partecipanti trovano un’occasione di espressione e integrazione.
L’Associazione ha partecipato attivamente a numerosi incontri di studio e a convegni, anche a livello internazionale. Ha inoltre mantenuto collegamenti con vari enti che in altri paesi svolgono attività simili, proseguendo con essi la cooperazione finalizzata alla conoscenza reciproca, allo scambio di dati sull’evoluzione del fenomeno e al confronto dei rispettivi approcci d’intervento.
In collaborazione con la Fondazione San Marcellino Onlus ha realizzato una serie di attività culturali, coinvolgendo anche importanti personalità esterne chiamate a dialogare con la cittadinanza attorno ai temi della promozione umana, della giustizia e dell’inclusione sociale.
Volontari e operatori continuano a svolgere la loro opera nella discrezione accogliendo, consolando, condividendo, consapevoli dell’importanza di far parte di una storia costruita giorno per giorno da tante persone di buona volontà che hanno saputo guardare a chi era nel bisogno mantenendo sempre aperta, dal 1945 a oggi, quella porta.

1985

La realtà del quartiere in cui si è da sempre svolta l’attività dell’Associazione subisce a partire da questi anni un progressivo degrado. Le famiglie che possono abbandonano il centro storico e si spostano nelle periferie. Restano i più poveri, i senza famiglia o coloro che sono rifiutati dalla famiglia e dalla società. Al degrado urbanistico si aggiunge il degrado morale e sociale; il quartiere perde anche la speranza di un recupero, scompare il “colore locale” e nelle sue strade dilagano lo spaccio di droga, la prostituzione, l’alcolismo, la violenza… Resta però San Marcellino Onlus che si rivolge a questa nuova e complessa realtà, volendo essere voce di speranza proprio per chi è disperato e senza voce, per chi sopravvive ai margini della società. A guidare l’Associazione vengono chiamati padre Nicola Gay sj e padre Alberto Remondini sj che orientano decisamente l’azione dei volontari verso i “senza dimora” e le persone in condizione di povertà estrema. Si sente il bisogno di una più esplicita definizione delle finalità e dell’organizzazione interna, nasce così nel 1988 l’Associazione San Marcellino Onlus, un’associazione laica ma legata alla Compagnia di Gesù, che si dà come obiettivo quello di dedicare la propria opera e il proprio impegno all’accoglienza ed alla comprensione delle “persone senza dimora “.
E’ lo strumento che consente a San Marcellino di interloquire e interagire in maniera ufficiale anche con i poteri locali e le altre strutture che operano nel settore dell’assistenza a livello locale e nazionale. A partire dai primi anni ’90 il centro storico cambia. Finalmente si cominciano a recuperare prima i monumenti storici, poi palazzi e case.

Storia Associazione San Marcellino Onlus, Genova

Arrivano locali notturni e ristoranti, alcuni negozi si riaprono. La presenza della povertà si fa più discreta, il flusso della gente la nasconde ma al mattino, in piazza San Marcellino, la fila davanti alla porta dell’Associazione non diminuisce, anzi aumenta. Uomini e donne di età diverse che per i motivi più vari si sono trovati a vivere sulla strada o in situazioni di estrema precarietà, prive di mezzi di sostentamento affollano i locali del centro di ascolto.
Nel 1991 nasce la Fondazione San Marcellino Onlus che concentra la propria attività sulla gestione degli immobili, donati o ceduti da privati e destinati alle attività dell’Associazione, e sulle attività di formazione. Inizia un vasto e indispensabile programma di risanamento e ampliamento delle strutture ricettive. L’Associazione assume nel 1998 la forma di organizzazione senza fini di lucro (ONLUS).

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1970

Sulla base di questa nuova realtà sociale le attività assistenziali di San Marcellino Onlus si sviluppano ulteriormente. Nascono nuove iniziative più specificamente rivolte ai minori, i soggetti più “a rischio” nelle isole di povertà che permangono all’interno di una società che si avvia al consumismo. Così una casa dei gesuiti a Rollières (nelle montagne piemontesi) diventa una colonia estiva, mentre nel Centro storico nascono iniziative a favore dei ragazzi: doposcuola, animazione, sport ed altro. Alcune di queste attività continuano ancora oggi, magari in forma autonoma, organizzate in cooperative ed associazioni. L’intervento sviluppato in questi anni conserva una matrice tipicamente assistenziale: si forniscono prestazioni e servizi tesi talvolta a sopperire alle carenze dell’intervento pubblico e più spesso ad integrarlo.
Accanto a questa impronta S.Marcellino elabora e sviluppa una cultura più complessa, di attenzione alla persona intesa nella sua globalità; una cultura che guarda all’altro rispettandone valori e dignità, che mira al dialogo come prima ed essenziale forma di aiuto per chi è in difficoltà. E’ questa una cultura che nasce dai valori evangelici della solidarietà e dell’attenzione al più piccolo ma che i risultati sul campo confermano e rafforzano.

1963

Nel 1963 viene chiamato a guidare l’Opera, ormai piuttosto conosciuta a Genova, padre Giuseppe Carena che prosegue il cammino individuando nella massa crescente di persone che giungono nella nostra città, alla ricerca di un’occupazione e di un faticoso inserimento abitativo e sociale, un nuovo obiettivo di carità e servizio.
Sono gli anni dell’emigrazione dal sud d’Italia verso il triangolo industriale. Interi nuclei familiari, abbandonati i loro paesi del Mezzogiorno riempiono progressivamente il Centro Storico dove è più facile trovare sistemazioni abitative a basso prezzo. Il lavoro è spesso precario, i salari sono bassi ed è duro e difficile mantenere famiglie spesso numerose e bisognose. Un poco di generi alimentari, qualche vestito, medicine, un consiglio, qualche ora di svago e serenità: per molti S. Marcellino rappresenta tutto questo.

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1950

Su invito di padre Lampedosa varcano la porta della chiesa le persone più diverse: gente che ha perso la casa, uomini e donne senza più famiglia, profughi. Tutti bisognosi di un ricovero, un piatto di minestra, una parola buona, un po’ di compagnia. Accanto a queste persone ne arrivano anche tante altre che scoprono a S.Marcellino la possibilità concreta di rendersi utili, di fare qualcosa per chi ne ha bisogno.

L’azione di padre Lampedosa e degli amici di S.Marcellino comincia subito a dare i suoi frutti: nelle foto di archivio della fine degli anni ’40 si vede, nella chiesa o in locali spogli e sommariamente arredati, una gran ressa di gente smagrita , vestita con dignitosa povertà, ma anche – un po’ come oggi – con lo sguardo finalmente sereno e un sorriso sulle labbra.

1945

L’Associazione nasce e si sviluppa in linea di continuità con l’Opera di carità denominata LA MESSA DEL POVERO, avviata nel 1945 per iniziativa di padre Paolo Lampedosa un gesuita che in quegli anni viveva presso la residenza dei Gesuiti in piazza Matteotti, ai margini del Centro Storico Genovese.
Quest’uomo sensibile, quanto concreto e pronto nell’operare, alla vista delle tante macerie che ricoprivano circa un terzo della città vecchia, commosso dalla sofferenza di tanta gente, decide di aprire loro la porta di una piccola chiesa, San Marcellino in Sottoripa, chiedendone il permesso a don Orione, un altro grande benefattore di recente canonizzato. Questi l’aveva acquistata nel 1939 per farne un punto di incontro per i marinai in transito nel vicinissimo porto della città.

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CENTRO DI ASCOLTO

Piazza San Marcellino, 1 - 16124 Genova
T. +39.010.2465400
Aperto quattro giorni la settimana dalle 9 alle 12