30 Apr 1 Maggio, festa del Lavoro
Da: “San Marcellino 80 anni di partecipazione solidale a Genova. – Il lavoro che non c’è. Diritto al lavoro e inserimento sociale” (vedi la copertina del libro in fondo a questo articolo)
‘…“il lavoro che non c’è” non indica solo un lavoro che si è fatto sempre più difficile per le persone, ma indica un lavoro (quello dell’Educazione al Lavoro), che fin qui si è cercato di descrivere come privo di cornice normativa ed istituzionale. Un lavoro insomma che non esiste formalmente, e che continua ad andare avanti per l’ostinazione di una piccola storia, quella di San Marcellino, che ha scelto di farsene carico con tutti gli oneri ed i rischi connessi.
Una piccola storia che custodisce ed accompagna storie preziose.
Scorrendo la lista dei nomi e cognomi delle persone che negli anni vi hanno preso parte, si ritrovano i tanti volti che hanno ripreso una vita dignitosa, ricominciando a raccontare la loro storia, con la tenerezza e la passione che gli uomini e le donne sanno esprimere quando riescono a rialzarsi dopo una caduta.
L’ascolto di queste storie è un grande privilegio che in parte ripaga le fatiche e continua a com-muovere i tanti che vi prendono parte, ma dovrebbe contribuire anche a mettere in movimento la grande storia. Da questa periferia esistenziale si avvertono con chiarezza alcune anticipazioni della direzione che essa ha preso. Diventando merce il lavoro perde, ancor più che nella fabbrica fordista, la dimensione di espressione personale nella relazione con il mondo.
Lo svuotamento della dimensione espressiva e sociale del lavoro è qualcosa che riguarda tutti, non solo i più fragili. I livelli di competizione che agitano compulsività e manifeste diffuse ossessioni, minacciano il fondamento della Repubblica Italiana e la salute mentale di tutti, non solo dei più fragili. In questo senso i più fragili ci parlano di noi, anticipando scenari possibili.’

