Libri e ricerche

volontariato_lavoro_sociale

Bergamaschi M., De Luise D.
San Marcellino: volontariato e lavoro sociale

1a edizione 2014 – Ed. Franco Angeli

Un percorso a più voci per riflettere intorno a un impegno e una partecipazione all’azione volontaria e per continuare a interrogarci su un’esperienza il cui potenziale di innovazione non è stato del tutto indagato, nonostante se ne parli ancora molto.
Liberandosi dalle retoriche invasive del volontariato tuttora presenti, il volume intende tenere aperto, alimentandolo, un confronto pubblico sulle potenzialità, i dilemmi e le insidie dell’azione volontaria in una società sempre più frammentata e densa di rischi, in particolare per i soggetti più deboli. La presenza e la funzione dei volontari all’interno della relazione d’aiuto in un contesto organizzativo è al centro dei diversi contributi qui presentati, evidenziandone le potenzialità ma anche i rischi.
A partire dall’esperienza dei volontari dell’Associazione San Marcellino di Genova, il quadro analitico si allarga progressivamente per riflettere sulle metamorfosi delle forme della partecipazione e del lavoro sociale per esplorarne i confini, le sfumature e le parti meno conosciute.

SM_educazione_al_lavoro_e_territori_(2010)

Bergamaschi M., De Luise D., Gagliardi A.
San Marcellino: educazione al lavoro e territori
1a edizione  2010 – Ed. Franco Angeli

Qual è il ruolo e il senso del lavoro nelle nostre convivenze? Il volume tenta di comprendere meglio quanto accade nel rapporto tra il mondo del lavoro e quello degli appartenenti alle cosiddette “fasce deboli”, guardando al lavoro nella sua dimensione di occupazione, occasione di appartenenza e coesione sociale.
Il libro vuole offrire l’occasione per riflettere sulle metamorfosi del lavoro a partire dal punto di vista di chi un’occupazione non l’ha mai avuta o l’ha persa. Cerca, quindi, di esplorare un mondo ai più sconosciuto, fuori dal “Mercato”, ma che il “Mercato” continuamente alimenta. Al centro dei contributi qui raccolti si colloca pertanto una riflessione sull’allentarsi del legame tra inclusione sociale e lavoro.
La lettura dei diversi saggi può essere accompagnata da due domande. Che posto ha la persona, oggi, all’interno di queste trasformazioni del lavoro? Qual è il ruolo e il senso che assume il lavoro nelle nostre comunità?
Il testo, nel presentare alcune esperienze significative di educazione al lavoro e di intervento sociale, non intende fornire una risposta ultima a queste domande, piuttosto offre l’occasione per comprendere meglio quanto accade nel rapporto tra il mercato del lavoro che si va strutturando e gli appartenenti alle cosiddette “fasce deboli”. Vuole rappresentare, infine, lo spunto per guardare, da un altro punto di vista, quello che i più ritengono essere il lavoro vero.

SM_mediazione_tra_prassi_e_cultura_(05-2009)

De Luise D., Morelli M.,
Mediazione tra prassi e cultura: oltre i risultati di una ricerca
1a edizione  2010 – Ed. Polimetrica Publisher

Il volume raccoglie, a cura di Danilo De Luise e di Mara Morelli, gli atti del seminario “Mediazione tra prassi e cultura: oltre i risultati di una ricerca”, organizzato a Genova, nel maggio del 2009, dalla Fondazione San Marcellino ONLUS e dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione Linguistica e Culturale della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Genova, in collaborazione con LOGOS Genova.
Le giornate seminariali si inseriscono nel progetto “Lingue e linguaggi, tra comunicazione e mediazione”, finanziato dalla stessa Fondazione alla Facoltà di cui sopra.
L’intento è quello di contribuire allo sviluppo e all’approfondimento della mediazione facendo un servizio di contaminazione che connetta o, forse, riconnetta i principi e la “filosofia” di fondo con la prassi e l’operare sul campo, le tecniche e le pratiche di mediazione con l’enfoque cultural de la mediacion.”
SM_operatori_nel_sociale_in_trasformazione_(2007)

Bergamaschi M., De Luise D., Gagliardi A.
San Marcellino: operatori nel sociale in trasformazione
1a edizione  2007 – Ed. Franco Angeli

Il volume presenta le riflessioni di alcuni operatori impegnati da anni nel sociale, ma anche le principali risultanze empiriche emerse nel corso di una ricerca esplorativa condotta fra gli operatori dell’Associazione San Marcellino di Genova. Parlare di loro è un po’ come ripercorrere un pezzo della storia del lavoro sociale. Nel corso degli ultimi dieci-quindici anni si è sviluppato, nel nostro paese, un importante filone di studi sulle persone senza dimora e sulle forme di intervento settoriale, ma sono ancora limitate le ricerche sugli operatori sociali che quotidianamente forniscono risposte ai bisogni di questa fascia di popolazione. Nel corso degli anni la ricerca si è orientata verso le forme della presa in carico istituzionale della domanda, non solo evidenziandone i retaggi assistenzialistici, ma anche facendo emergere le forme innovative di lavoro sociale sviluppatesi in questo ambito.
Se le diverse organizzazioni del terzo settore ed i servizi del welfare pubblico locale prestano oggi grande attenzione alla formazione continua dei propri operatori, quale condizione di un intervento efficace, è mancato, tuttavia, un articolato progetto di ricerca sulla relazione di aiuto, e in particolare sull’universo degli operatori sociali. La centralità dell’operatore nella relazione di servizio è ormai da tutti riconosciuta, così come la necessità di una sua formazione e in alcuni casi anche di un lavoro di supervisione, mentre è ancora poco studiato il suo vissuto quotidiano, la sua traiettoria biografica e professionale, le diverse motivazioni che lo hanno spinto verso questo lavoro.
Il volume presenta le riflessioni di alcuni operatori impegnati da anni nel sociale, ma anche le principali risultanze empiriche emerse nel corso di una ricerca esplorativa condotta fra gli operatori dell’Associazione San Marcellino di Genova. Parlare di loro è un po’ come ripercorrere un pezzo della storia del lavoro sociale.

SM_operare_con_le_persone_senza_dimora_(2005)

De Luise D., (a cura di)
San Marcellino: operare con le persone senza dimora
1a edizione  2005 – Ed. Franco Angeli

L’esperienza dell’Associazione San Marcellino, dopo oltre vent’anni di lavoro sul territorio genovese, evidenzia come le persone senza dimora, per i motivi più diversi, segnino un progressivo distacco nei confronti dell’appartenenza sociale e dei riferimenti istituzionali (famiglia, lavoro, etc.), scivolando verso un’area di non ritorno per quello che riguarda la propria identità e la partecipazione attiva al corpo sociale. Spesso i servizi che si rivolgono a queste persone contribuiscono, indipendentemente dalle loro intenzioni, a cronicizzare la condizione in cui vivono. Esistono in Europa realtà significative che hanno sviluppato interventi innovativi, talune volte anche audaci, rompendo l’accerchiamento della mera risposta ai bisogni per portare lo sguardo oltre e tentare di cogliere la persona. Queste esperienze costituiscono un buon punto di partenza per consentire un salto di qualità alla riflessione e all’azione. I saggi pubblicati nel volume forniscono un quadro articolato e puntuale delle più innovative linee di ricerca e intervento in questo ambito presenti a livello europeo. Autorevoli contributi teorici permettono, anche a partire da queste esperienze di buone pratiche, una lettura del fenomeno dell’emarginazione urbana grave più organica in relazione al tessuto sociale e ai suoi continui cambiamenti. L’aumento delle persone che versano in condizione di emarginazione urbana grave, la maggior presenza tra esse di giovani e anziani, registrati da realtà italiane ed europee che operano sul campo e l’impoverimento dei sistemi di welfare , rendono i contenuti di questa pubblicazione particolarmente utili per tutti coloro che si occupano oggi di emarginazione adulta grave, sia nel privato sociale, sia nel mondo dei servizi pubblici.

SM_il_sogno_di_vladimir_(2002)

Associazione San Marcellino, Fundacion San Martín de Porres,
Asociation Emmaüs Compagnon du Rempart
Il Sogno di Vladimir

2002 – Progetto finanziato dalla Commissione Europea D.G. “Occupazione e Affari Sociali”Unione Europea

Nell’ambito della promozione, sviluppo e diffusione dell’accompagnamento sociale come metodo di intervento multidimensionale e multidisciplinare integrato al problema dell’emarginazione grave e, più specificatamente, alle persone senza dimora, il presente progetto si propone di affrontare le tematiche relative ai problemi alcol correlati con particolare riferimento sia al gruppo bersaglio sia alle ricadute che le diverse strategie di intervento possono avere dal punto di vista formativo, occupazionale, dell’integrazione sociale e della prevenzione. L’iniziativa è volta a favorire la definizione di metodologie e strategie nella lotta ai problemi alcol correlati, sia mediante un momento di confronto e studio, al quale parteciperanno tutte le organizzazioni partner, sia attraverso una fase sperimentale nella quale si cercherà di riprodurre nelle realtà partner l’esperienza genovese di collaborazione con i C.A.T. (Club Alcolisti in Trattamento, metodo sviluppato e promosso dal Prof. Vladimir Hudolin) mediante l’attivazione di percorsi formativi. La metodologia in oggetto è, nel nostro e in molti altri paesi del mondo, una realtà consolidata, molto distante dall’essere solo un sogno. Il titolo di questo progetto fa riferimento all’effetto moltiplicatore che le idee e la capacità di immaginare hanno al di là del raggiungimento degli obiettivi immediati. Il Prof. Vladimir Hudolin ci ha lasciato un’eredità molto ricca nella quale al centro non troviamo il metodo e le strutture, ma l’uomo; e in funzione di quanto impariamo a comprendere di lui, di noi, possiamo far crescere il metodo stesso, avvicinare la sofferenza degli altri e la nostra, immaginarci diversi, migliori.

SM_testa_e_piedi_(2001)

Associazione San Marcellino, Fundacion San Martín de Porres,
Asociation Emmaüs Compagnon du Rempart

Testa e Piedi

2001 –  Progetto sostenuto dalla Commissione Europea D.G. “Occupazione e Affari Sociali”Unione Europea

Nel recente passato l’Associazione ha percepito il limite di una capacità operativa basata soltanto sulle good practices. Ispirandosi ad un detto che viene spesso citato dai superiori della Compagnia di Gesù, l’Associazione pensa che sia sì necessario operare con i piedi saldamente ancorati all’esperienza concreta, a fianco ed insieme ai senza dimora, ma rivolgendo la propria attenzione e riflessione, cioè la testa, anche con l’aiuto di chi lo fa per mestiere, alle problematiche che generano questo tipo di esclusione ed ai meccanismi psicologici, sociologici, ecc. che devono essere attivati per un recupero efficace e stabile di queste persone. Il presente progetto si propone di incrementare la riflessione (testa) sulle esperienze in corso (piedi) all’interno delle tre organizzazioni partner, nell’ambito dell’accompagnamento sociale a favore di Persone in stato di emarginazione grave e senza dimora. Le tre organizzazioni, confortate dal contributo di ricerca di tre università a loro collegate, metteranno a confronto, anche attraverso l’analisi di percorsi concreti, metodi ed attività, realizzando seminari, pubblicazioni e incontri con altri operatori e autorità locali, al fine di sviluppare ulteriormente un modello di approccio comune per un’azione sociale replicabile a favore delle Persone senza dimora in Europa. Il lavoro di ricerca e riflessione, svolto in comune tra le tre organizzazioni e i tre gruppi universitari attivati parallelamente, permetterà pertanto il consolidamento delle pratiche già valorizzate nel lavoro precedentemente svolto, e, soprattutto, la messa a punto di un modello di approccio metodologico per un’azione sociale replicabile. La rilettura, condotta in stretto collegamento con tre istituzioni universitarie, delle diverse pratiche sperimentate in tre differenti ambiti europei potrà dar luogo e stimolerà ulteriori momenti di riflessione con gli organismi pubblici e privati locali che operano nel campo sociale e con i quali le organizzazioni hanno già stretti e continui collegamenti. I risultati di queste azioni di diffusione, rappresentate dai seminari e dalla distribuzione del materiale divulgativo (cofanetti contenenti i risultati dei gruppi di riflessione) potranno anche favorire il miglioramento delle politiche sociali di intervento e prevenzione non solo in ambito locale, ma anche nazionale ed europeo. Il progetto inoltre consentirà di sviluppare lo scambio di informazioni e buone prassi, nonché una maggiore collaborazione fra ONG e permetterà di sensibilizzare operatori di altri settori (educatori, ecc.), anche attraverso gli approcci innovativi suggeriti dalle esperienze proposte.